MILANO AUTOCLASSICA 2025
PER LA QUINDICESIMA VOLTA A MILANO SI METTONO I TAPPETI ROSSI DINANZI A MARCHI E MODELLI, CHE CELEBRANO I LORO ANNIVERSARI, ASSIEME AD UN’AFFLUENZA RECORD
A Milano non esiste solo la moda, o almeno non solo quella da indossare. Milano Autoclassica, ultimo grande appuntamento dell’anno, è stata di nuovo l’occasione per accendere l’interesse per il bello del passato, allungando subito lo sguardo su un futuro che, per quanto incerto e fosco, può ancora riservare dei capitoli belli e meritevoli di essere raccontati: le Ferrari che, come sempre, vincono e fanno sognare; il primo secolo di vita della Phantom di Rolls Royce, qui rappresentata con grande sfarzo; i dibattiti sui temi d’attualità che tanto hanno monopolizzato le discussioni ai raduni, convegni sulle prossime iniziative del 2026; nobili iniziative e tante auto da vedere. Presente anche la rassegna fotografica Donne e Motori Gioie e Basta, nata da un’idea di Elisabetta Cozzi del Museo Cozzi di Legnano, in cui le Alfa si fanno portavoce di un messaggio di inclusività. Milano Autoclassica è stata pure una valida scusa per molti di comprare ricambi e conoscere specialisti del restauro. Il tutto con una partecipazione di pubblico e un feedback di possibili transazioni che supera quello dell’anno scorso.
UN ROSSO SEMPRE ACCESO

Ferrari a Milano Autoclassica è praticamente di casa, così in questo 2025 ha portato come trio di benvenuto la FXX, la 599 XX e la FXX K. Oltre ad esse sono state portate in mostra la 750 Monza e la 499P, la già ormai famosa ed iridata 499P del campionato Endurance, però stavolta di un elegante grigio, un allestimento per permettere ai fortunati clienti privati di rivivere di persona le stesse emozioni dei ragazzi che, finalmente, si sono aggiudicati il titolo. Rossocorsa, importante dealer del Cavallino, con una bella scenografia che sembra unire un paddock corsaiolo ad una lussuosa terrazza, ha unito insieme alcune perle come 512 TR, 512 BB, F430 Spider 16M ed F50, con quest’ultima che non sembra neanche vero che abbia già spento ben trenta candeline.
ELEGANZA SENZA TEMPO

A questo giro, a Milano Autoclassica, è toccata a Rolls Royce, la quint’essenza della classe britannica, ad imbastire lo spazio d’ingresso della manifestazione, con una rassegna di parte dei suoi modelli più significativi, in occasione del debutto cent’anni fa della Phantom, come la Corniche S, la Silver Spur; la Phantom II, già protagonista in alcuni recenti concorsi d’eleganza, e la Silver Shadow; tutti pezzi di inestimabile fascino, qui arricchiti da una scenografia da scampagnata inglese, con tanto di tavolino e kit da pic nic.
SI ACCENDE LA PITTURA

Il tema dello stand ACI a Milano Autoclassica 2025 è stata quella che lega le automobili all’arte. Arte sui quadri, ma anche sulle carrozzerie, come dimostrato dalle livree di Maserati MC20 e Porsche 924. All’Aci si è parlato molto di eventi per l’anno prossimo, tra cui la Coppa Milano Sanremo e Stresa Classica, quest’ultima ad opera del Milano Historic Cars Club, della questione della speculazione sulle storiche e dell’esperienza del team dell’ingegner Fulvio Maria Ballabio: il suo desiderio è quello di portare a Le Mans la sua Montecarlo, supercar in fibra di carbonio motorizzata Alfa Romeo e alimentata a GPL, figlia del leggendario Carlo Chiti, che fu direttore dell’Autodelta ai tempi in cui il Biscione seminava paura per le piste di tutto il mondo. Sempre in questa cornice la Scuderia del Portello ha condotto la Premiazione Campioni Alfa Romeo, con cui ha riconosciuto i migliori piloti di storiche del Biscione del 2025.
TAPPETO BLU

Presso il salotto dell’Automotoclub Storico Italiano il posto d’onore è stato dato a tre reduci di Le Mans: l’Alfa Romeo 6C 2300, vincitrice dal 1931 al 1934; l’Osella PA8 del 1980, motorizzata BMW, in commemorazione del recentemente scomparso fondatore Enzo; e la Tiga CG 287 del 1987. Presso l’ASI si sono tenute dei convegni, come quello del grande collezionista Corrado Lopresto, che insieme al direttore generale della Fondazione FS Luigi Cantamessa ha parlato del connubio tra auto e treni; quello fatto dal Chevrolet North Owners sulle gare di dragster, che in Europa si sta pian piano diffondendo; e quella voluta dal Comitato Iso Millennium, che ha raccontato della bella ma purtroppo breve storia della Iso Rivolta di Bresso, in presenza di un’Isetta, una Grifo 7 Litri e la Grifo 90. Dello stesso Lopresto è la Bianchi S5 Torpedo Monza Sport del 1930.

Anche Carlo Maria del Conte, ideatore e promotore dell’ormai famosissimo e seguitissimo Raduno della Domenica a Piazza Affari, ha ricevuto i meritati onori su questo palco, dove ha raccontato della sua iniziativa e della sua idea di regalare una bella Autobianchi A112 Elegant a chi, tra i giovani appassionati ancora privi di una storica, riesca a fare il tema scritto più bello inerente a questo nostro mondo. Da Motor1, l’ex Omniauto, si è parlato molto della Mazda MX5, un modello che non stanca mai.
AUTO D’ACQUA

Le belle barche, seppur prive di cerchi e pneumatici ma ugualmente con bielle e pistoni, sono una presenza consolidata e ben gradita a Milano Autoclassica. Qui, all’asciutto, sono state messe in mostra alcune monoposto del Museo della Barca Lariana, delle bellezze che hanno corso tra gli Anni ’50 e ’60 le più emozionanti gare di motonautica, spinte da motori di derivazione automobilistica. Assieme ad esse i grandi motoscafi Riva, con il loro mix di legno pregiato laccato e tappezzeria bianco e azzurra, protagonisti indiscussi delle vacanze di uomini ricchi e potenti ai tempi della Dolce Vita, come l’Acquarama. Qui, a dimostrazione del legame tra agonismo su strada e sull’acqua, è stato messo in mostra il motoscafo dei cantieri Tullio Abbate, appartenuto a Gilles Villeneuve.
TRA BRITISH E YANKEE

A Milano Autoclassica, da sempre, ci si prende una scusa per sfoggiare le belle macchine del futuro che ci spetta dietro l’angolo. La nuova Corvette, qui per la prima volta col motore piazzato centralmente, in veste sia termica che totalmente elettrica, ha riportato in auge il nome che fu della seconda serie, qui presente con un esemplare con doppio lunotto molto speciale, in quanto appartenuta a Mike Bongiorno ed ora parte della collezione Bulgari. Honda porta per la prima volta in Italia la sua nuova Prelude, qui affiancata dalla sua antenata degli Anni ’80, coupé molto tecnologica che vuole a tutti i costi andare in controtendenza rispetto al panorama attuale fatto quasi solo di suv e suvvetti. Dominante la partecipazione della vecchia Inghilterra con Rolls Royce, con Ghost e Spectre; Lotus, con la nuova Emira; McLaren, con Artura e 750S; e Bentley, con Continental e Bentayga. Tra questi grandi marchi c’è stata pure MG, peccato però che di questo storico brand non sia rimasto praticamente nulla se non il logo.

Presso lo stand di Andrea Levy, fondatore del Milano Monza Open Air, si sono potuti vedere alcuni dei suoi giocattoli preferiti, specialmente quella Dallara Stradale gialla che tutti conoscono. La Grassi, con la sua 044S, ha nuovamente messo in risalto la sua idea per una nuova Delta S4, fiancheggiata da quella originale ex ufficiale.
IL MONDO DEI CLUB

A Milano Autoclassica hanno posto fisso alcuni dei gruppi di enthusiast più importanti della zona e non solo. Il prestigioso CMAE ha dedicato il suo stand alla Touring Superleggera, con Flaminia Spider e Coupé, Alfa 2600, Alfa 6C 2500 e Aston Martin DB4. Il Chevrolet North Owners, vero punto di riferimento per le case di Detroit, ha portato il dragster Babayaga e alcune americane, di cui la più interessante è stata la Oldsmobile 442 convertible, rarissima da noi. La Scuderia Sant Ambroeus ha rivolto il suo sguardo al cinema: omaggi a Diabolik con la Jaguar E Type, al Sorpasso di Dino Risi con la Lancia Aurelia, a 007 con l’Aston Martin DB5, ai polizieschi con l’Alfa Giulia della polizia e la piccola Fiat Martes 1100 che vanta una laterale apparizione nel capolavoro di Federico Fellini Amarcord.

L’Autoamatori Club Novara, molto legata al mondo Fiat e Lancia, ha esibito la X1/9 Abarth prototipo, uno dei cinque esemplari fatti e con un bel passato di vittorie da raccontare. E poi ancora la Scuderia del Portello con la loro inseparabile Giulia Giardinetta del servizio corse; il club delle Panhard; la Scuderia Jaguar storiche, con E Type e XJC; Z3mendi con le Z3 bavaresi; i Maiali da Corsa con le Mini; Shark Team con le Corvette, 500ntiamo coi cinquini e tanti altri.

Tutti questi club hanno poi dato spettacolo negli spazi esterni, insieme alle riviste dell’ACI che hanno premiato alcune delle storiche accorse a Milano. Vedere insieme cose come le timide Austin Maxi e Allegro, risalenti all’epoca della British Leyland; nello stesso parcheggio insieme a Bugatti EB110 è una cosa che non succede praticamente mai.

SOLDI DA SPENDERE?

A Milano Autoclassica si va principalmente per comprare qualcosa di nuovo da mettere in garage. Le supercar l’hanno ancora fatta da padrone e coi noti salonisti da cui tutti vanno, in occasione delle fiere, a fare stragi di foto a gioielli come Lamborghini Aventador SVJ, Lamborghini Huracan Sterrato, Ferrari Monza SP1, Ferrari 458 Speciale, l’indimenticabile F40, Jaguar XKSS, e tante altre.

Anche tra le storiche i punti forti sono sempre stati, pure stavolta, le Alfa dei tempi d’oro, come alcune Giulietta Spider e le tante Giulia; e l’infinità di Porsche, raffreddate ad aria. Broad Arrow ne ha approfittato per far vedere a tutti alcuni tra i lotti più belli ed interessanti del suo catalogo, come la Delta HF Integrale con cui Miki Biasion e Tiziano Siviero hanno preso parte al Rally di Sanremo del 1990.

Qualcosa di piacevolmente raro è ugualmente saltato fuori, come la Mercedes SL 600, della generazione R129; la Volvo 242 degli Anni ’70, l’Unimog 411 o la Opel GT, nota alla sua epoca anche come La Piccola Corvette. Il pezzo più curioso di questa edizione è stato l’esemplare di Fiorino prima serie, quello col muso della 127, con pochissimi chilometri sul groppone. In generale prezzi tutto sommato simili agli ultimi anni, ma qualcosa piano piano si sta ammorbidendo.
GRAN CERIMONIA

La sera del venerdì Ruoteclassiche, a Milano Autoclassica 2025, ha fatto su una serata degna di capodanno: al Best In Classic hanno preso parte alcune tra le realtà più importanti di quest’anno legate alle storiche, insignite di importanti onorificenze. Il Milano Historic Cars Club è stato insignito del titolo di Club dell’Anno. La Gara dell’Anno, dalla lontana Sicilia, è stata la mitica Targa Florio. Il premio come Restomod dell’Anno, una disciplina molto in voga oggi, è stato dato alla Titano, reinterpretazione della Lamborghini Diablo. Come Restauro dell’Anno è stata riconosciuta la Ferrari 275 GTB4. L’Evento che ha catturato maggiormente l’attenzione nel corso degli ultimi dodici mesi è stato il Fuoriconcorso, pregiatissima esposizione di auto da corsa organizzata sul Lago di Como da Guglielmo Miani. Premio alla carriera, meritatissimo, ad un gigante dello stile italiano: Giorgetto Giugiaro.

Milano Autoclassica ha visto quest’anno salire ulteriormente il livello delle vetture storiche esposte, avvicinandosi a quello delle moderne, spesso con non meno di otto cilindri sotto il cofano, che da sempre caratterizzano questo salone. Una manifestazione che ha visto, seppur progressivamente, smussare i prezzi di molte classiche per l’utenza non facoltosa. Un salotto buono del motorismo storico che, volendo, può ancora migliorare ed entrare tra i grandi appuntamenti europei: reintroducendo il “pistino” come nelle vecchie edizioni; allargando lo spazio espositivo, fattibile pure senza risultare dispersivo; e rendendo più agevole ed immediato l’accesso delle auto dei club al mega raduno all’esterno, magari permettendo l’ingresso carrabile da più ingressi.

Milano Autoclassica è la giusta conclusione di una lunga stagione di incontri, in attesa di una pausa invernale. Un bel modo per ricordare che anche Milano, una volta, è stata una città dei motori.

Testo e fotografie di Augusto Pellucchi

