LA FORMA DEL ROSSO

Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, tempio della maestria industriale, si è concesso da poco un leggero ammodernamento, che ne ha lasciato inalterato la sostanza. Con l’occasione, ne ha approfittato, per rendere omaggio al marchio con cui l’Italia si identifica di più, nonché quello che più di tutti fa sognare il mondo. Ferrari Design. Creative Journeys 2010 – 2025 non è solo una mostra di Ferrari qualunque, bensì un capitolo importante della storia recente del Cavallino Rampante, quella in cui il suo stile è curato dalla matita di Flavio Manzoni, artefice del centro stile di Maranello e dei primi modelli della casa immaginati e creati interamente in casa. Pezzi unici, o quasi, per cui non basta rompere il salvadanaio per entrarne in possesso.

Ferrari Design racchiude tra gli spazi del Mauto il primo decennio di attività del centro stile della casa, attività che fino al 2010 è sempre stata affidata a carrozzieri esterni, soprattutto quella Pininfarina che, indissolubilmente, lega la propria storia alla città di Torino e al relativo, quanto fiorente, ecosistema di officine e atelier che vivono per la forma dell’auto.

Al primo colpo d’occhio appare subito la Monza SP1, di un dorato acceso, un giocattolo per pochissimi fortunati, ispirata alla 750 Monza degli Anni ’50. Una barchetta su cui il pilota può sentirsi in beata solitudine, insieme solo al vento e all’aria che tocca direttamente col casco; auto di cui a due passi è presente anche la maquette in creta e legno.

La Daytona SP3, nata dal ricordo delle sport prototipo con cui il Cavallino ha duellato contro le Ford GT40, è un’altra di quelle realizzate a tiratura limitata, a dimostrare, qui a Ferrari Design. Creative Journeys 2010 – 2025, che c’è modo e modo di sfondare il muro dei 300 km/h

Con LaFerrari, da scrivere rigorosamente tutto attaccato, si parla della prima esperienza di Maranello con l’ibrido, dimostrando che, con le innovazioni applicate nel modo giusto, ci si può divertire ed emozionare.

La LaFerrari ha trovato un’ulteriore evoluzione con la FXX-K, pure lei esposta qui a Ferrari Design. Creative Journeys 2010 – 2025, ancora più estrema, riservata all’uso in pista, guai anche solo pensare di poterla portare sui tornanti o al Grand Hotel!

Ferrari, attraverso la Vision Grand Turismo, ha approcciato con la realtà virtuale, anzi anche in quella reale qui al Mauto per essere precisi, creando questa concept pensata espressamente per l’omonima saga videoludica di Polyphony Digital per gli utenti Playstation, un’arma suprema per chi vuole trionfare nei track day sulla console di Sony.

La nuovissima F80, col motore preso in prestito dalla 499P vittoriosa del WEC, si torna a dimostrare che una vera hypercar, come la leggendaria F40, può essere tale anche senza avere per forza cubature esagerate.

Da parte troviamo due splendide one off realizzate, su base 488 GTB: la P80/C e la SP38, auto che non capiterà mai di vedere in giro, a meno che non andiate a far visita ai due musei ufficiali in Emilia. Spazio e attenzione anche all’attuale produzione di serie: la Purosangue, suv estremo con schema transaxle e motore dietro all’asse anteriore. La 12Cilindri, degna erede della 365 Daytona e della 550 Maranello, e della 296, prima ibrida plug-in e prima V6 dai tempi della Dino di Bertone.



Questa irripetibile rassegna sarà in mostra al Mauto fino al prossimo 12 aprile, un’occasione perfetta per visitare anche tutto il resto del museo nella nuova disposizione, con alcuni pezzi arrivati di recente e il riposizionamento di alcuni dei classici ormai qui di casa da anni, come la Cisitalia 202 e la Fiat Turbina.

Ferrari Design è la degna esaltazione di una delle poche realtà, nello scombussolato universo automobilistico odierno, che riesce ad innovare senza tradire sé stessa.






Testo e fotografie di Augusto Pellucchi

